mercoledì 23 novembre 2011

Disorientato

Questa cosa del blog mi disorienta, ebbene sì. Non capisco bene perchè, ma immagino sia dovuto al fatto che non ho mai scritto (nè parlato, in realtà) da solo, se non ho qualcuno con cui condividere mi limito a pensare, e spesso penso comunque per i fatti miei. In ogni caso, awkward, dicevo. Scrivo e pubblico, quindi mi metto in gioco, e so che, se tutto va bene, ogni tanto due persone leggeranno quello che scrivo, e non so nemmeno se e come dei perfetti sconosciuti possono accedere, immagino di sì. Be', venghino siore e siori, fatevi avanti: a quanto pare, internet è la mia ultima fonte di conoscenze, e forse questa è la cosa più deprimente. Bell'esordio.
Comunque, non so quanto posso resistere aggrappato alla novità, nel senso che già su Facebook sono poco attivo, Google+ mi ci sono giusto iscritto... Sono un sacco conservatore, questo sì. Tradizionale. Difficilmente metto fuori il naso dalla mia tana, dalla mia piccola e insignificante vita che mi sto costruendo attorno. Sono un po' felino, in questo senso, o forse autistico: le cose hanno un ordine, una posizione vera e propria, e così devono rimanere, se no si complica tutto. Anche quando potrebbe andare meglio. E, da bravo gatto domestico, ho paura del mondo, del fuori, del resto. Ogni tanto mi posso stufare, mi posso sentire solo all'interno del mio guscio, ma poi mi passa, accade qualcosa (mai qualcuno) e mi ci ritrovo in pace. Un po' come un bambino che ha già vissuto l'età adulta, e non vuole crescere di nuovo, perchè sa che quello che lo attende non sarà più come una volta, sarà tutto molto più difficile.
Oggi i miei sono andati a vedere una casa. Grande, mi hanno detto, due piani più mansarda. Sono 14 anni che desidero una stanza tutta per me, sono anche almeno 4 anni che, di quando in quando, si visita una casa, e si lascia perdere. Mio zio ne ha appena presa una (che avevamo lasciato perdere, ndG), l'altra rimane ai figli. Bello. Chissà cosa mi aspetta, prima che le cose cambino veramente.

Se hai letto questo post o sei uno dei miei 4 unici amici, o sei stato incredibilmente sfortunato. In ogni caso, spero non starai contando quanti minuti della tua vita hai perso, nel qual caso a mai più rivederci: non è social network, è un diario privato. Pubblico.

2 commenti:

Supernova ha detto...

Ho pensato a Verga, uno degli scrittori che ho odiato di più, tremendamente attaccato alla sua piccola realtà. Lui per problemi mentali tipici di un italiano, tu perché hai paura di fallire e di non risultare all'altezza. Beh, benvenuto in questo tuo viaggio verso forse una maggiore comprensione di te stesso.

Ladro di Dati ha detto...

Spero ci spiegherai perché stai costruendo la tua vita in questo modo in un prossimo post.